ASUS RT N16 e DD-WRT: Un router SUPER!

7 04 2012
Premessa

Ho da poco acquistato un ASUS RT N16, porte USB, 4 LAN, wifi n … non potevo non sbrasarlo!
Visto che lo userò per casa ho scelto come distro DD-WRT, sia per la faciltà d’uso che per i molteplici pacchetti opzionali già disponibili online.

Come prima cosa procediamo col preparare una memoria di massa per la nostra piccola LinuxBox.

Optware

Per maggiori dettagli su Optware vi rimando qui

Iniziamo col preparare il nostro disco USB (maggiori dettagli) creando le partizioni Linux adeguate.
Inseriamo il nostro disco USB in un PC Linux. Dopo che il S.O. l’avrà riconosciuto verifichiamo il nome del device (nel nostro esempio sarà /dev/sdb) e smontiamolo.
Seguiamo la procedura seguente, da shell:

root@Linux:/fdisk /dev/sdb
Command (m for help): d
Selected partition 1
Command (m for help): p
Disk /dev/sdd: 
[...]
Command (m for help): p
[...]
Command (m for help): n
Command action
  e   extended
  p   primary partition (1-4)
p
Partition number (1-4): 1
First cylinder (1-621, default 1):<ENTER>
Using default value 1
Last cylinder or +size or +sizeM or +sizeK (1-621, default 621): +512M <ENTER>
Command (m for help): n
Command action
  e   extended
  p   primary partition (1-4)
p
Partition number (1-4): 2
First cylinder (197-621, default 197):<ENTER>
Using default value 197
Last cylinder or +size or +sizeM or +sizeK (197-621, default 621): +64M <ENTER>
Command (m for help): n
Command action
  e   extended
  p   primary partition (1-4)
p
Partition number (1-4): 3
First cylinder (197-621, default 197):<ENTER>
Using default value 621
Last cylinder or +size or +sizeM or +sizeK (197-621, default 621): +128M <ENTER>
Command (m for help): n
Command action
  e   extended
  p   primary partition (1-4)
p
Partition number (1-4): 4
First cylinder (197-621, default 197):<ENTER>
Using default value 1
Last cylinder or +size or +sizeM or +sizeK (197-621, default 621): <ENTER>
Command (m for help): t
Partition number (1-4): 2
Hex code (type L to list codes): 82
Changed system type of partition 2 to 82 (Linux swap)
Command (m for help): p
[...]
Command (m for help): w

Infine lanciamo:

mke2fs -m 1 -L Optware /dev/sdb1
mke2fs -m 1 -L Shared /dev/sdb3
mke2fs -m 1 -L Data /dev/sdb4
mkswap /dev/sdb2

USB DRIVE PRONTO!! 🙂

Scarichiamo DD-WRT per il nostro router.
Colleghiamoci all’area download  e cerchiamo l’ultima versione disponibile del firmware.

Io ho provato il tutto con la release svn16758.

Andiamo in

Downloads › others › eko › V24-K26 › svn<xyz>
e scarichiamo il file mini.trx

Apriamo il nostro Router ASUS RT-N16 di pacca e colleghiamoci su una delle porte LAN
Apriamo ‘Internet Explorer’ (SI proprio IE!! – questo è il browser raccomandato!) ed andiamo nella schermata del firmware upgrade.


Da qui carichiamo il file mini ed attendiamo l’upgrade.
Una volta terminato possiamo accedere al router ed inserire le nostre credenziali preferite (ad es: root – pass, ma anche admin – admin se siete coraggiosi!)

Questa versione contiene moltissime funzionalità evolute, ma per godere del vero salto di qualità dovremo passare alla MEGA di DD-wrt.

Scarichiamo il file della stessa release della mini (nel mio caso 16758)
ed installiamolo usando l’interfaccia web di DD
Administration->Firmware Upgrade
Settiamo
After flashing, reset to: Reset
to Default Settings
e ri-accediamo al router sulla classica 192.168.1.1 da webif
Questa versione GRANDE ci permette di fare molte +cose e ci da accesso a funzionalità avanzate. Tra queste troviamo quella di nostro interesse. L’accesso ai servizi USB del router (opzione assente nella ver. mini)

Rendiamo accessibile il disco USB realizzato in precedenza.
Dalla web GUI
Services->USB
abilitiamo: Core USB
support USB 2.0
support USB storage
support Printer Support (optional)
ext2/ext3 File System support – solo per le versioni precedenti alla SVN 15501
FAT File system support solo per le versioni precedenti alla SVN 15501
Automatic Drive Mount
Selezioniamo mount ad /opt dal menu a tendina
Salviamo ed applichiamo le modifiche.
Riavviato il router bisogna farlo uscire su Internet.
Quindi disabilitiamo il Firewall di DDWTR
Andiamo all GUI Web Security->Firewall->SPI Firewall disable
torniamo da shell e lanciamo un ping per vedere se usciamo
Se tutto OK possiamo scaricare optware

wget -O /tmp/prep_optware http://wd.mirmana.com/prep_optware
sh /tmp/prep_optware

ora l’installer inizierà a fare un pò di spesa sul WEB.
Andiamo a farci un caffè e al nostro ritorno troveremo tutto pronto.
Possiamo riavviare il router ed assicurarci che il driver sia montato correttamente, come indicato nell’immagine sotto.

Per dare uno sguardo a cosa abbiamo creato basta fare
service

Troveremo tutti i servizi da utilizzare subito, tra cui Samba, Asterisk, Transmission (un client torrent) …

BUON DIVERTIMENTO!





Buon Compleanno Pinguino!

8 04 2011

Un evoluzione che dura 20 anni. Dalla prima mail di Linus Torvalds, a Stallman, fino agli investimenti di IBM. Con una simpatica animazione (un pò in stile Google) riviviamo i 20 anni Linux, un’idea più che un S.O. che oggi si trova un pò da per tutto, dai cellulari, fino ai televisori.

Fate un salto sul sito della linux foundation per dare uno sguardo a come si festeggierà il primo ventennale di quel Hello everybody out there da cui tutto ha preso inizio.






Monitoring con Nagios: installazione

24 11 2010

Nagios

In questa serie di articoli mi dedicherò alla realizzazione di un server di Monitoring di rete tramite l’ottimo Nagios.

I test sono stati effettuati con Fedora Core 13, Nagios 3.2.3, e nagios-plugins 1.4.15.

Preparazione

Iniziamo ad installare tutti pacchetti necessari:

yum install httpd gcc glibc glibc-common gd gd-devel

Creiamo un nuovo utente nagios

useradd -m nagios
passwd nagios

ed un nuovo gruppo nagcmd

groupadd nagcmd
usermod -a -G nagcmd nagios
usermod -a -G nagcmd apache

e scarichiamo le ultime versioni di nagios e nagios-plugins

wget http://downloads.sourceforge.net/project/nagios/nagios-3.x/nagios-3.2.3/nagios-3.2.3.tar.gz
wget http://downloads.sourceforge.net/project/nagiosplug/nagiosplug/1.4.15/nagios-plugins-1.4.15.tar.gz

Installazione

Scompattiamo l’archivio e compiliamo

tar zxvf nagios-3.2.3.tar.gz
cd nagios-3.2.3
./configure --with-command-group=nagcmd
make all
make install
make install-init
make install-config
make install-commandmode
make install-webconf

Creiamo ora un account amministratore per il loggin della Nagios web interface.

htpasswd -c /usr/local/nagios/etc/htpasswd.users nagiosadmin

Riavviamo Apache

service httpd restart

Passiamo ora ai Nagios Plugins

cd ..
tar xzf nagios-plugins-1.4.15.tar.gz
cd nagios-plugins-1.4.15
./configure --with-nagios-user=nagios --with-nagios-group=nagcmd
make
make install

Primo avvio del sistema

Aggiungiamo Nagios alla lista dei servizi che partono in automatico al boot

chkconfig --add nagios
chkconfig nagios on

Verifichiamo a questo puto che tutto sia ok tramite un test sul file di configurazione di Nagios:

/usr/local/nagios/bin/nagios -v /usr/local/nagios/etc/nagios.cfg

dovremo trovarci una cosa del tipo

Total Warnings: 0
Total Errors:   0
Things look okay - No serious problems were detected during the pre-flight check

A questo punto possiamo avviare il processo

service nagios start

N.B.: conviene disabilitare SElinux

vi /etc/selinux/config

ed impostare

SELINUX=disabled




Update OpenWrt

7 11 2010

Mi è capitato di voler passare da un Kamikaze 7.09 ad una versione più aggiornata di OpenWRT.

Pensavo di dover rifare la solita e tediosa procedura di debrick e invece… niente di più semplice!
Basta scaricare la versione .trx del firmware da qui

aprire l’interfaccia WebIF di Kamikaze

andare in System->Settings->Upgrade

caricare il file e lanciare l’update

Dopo qualche minuto avrete la nuova fiammante versione di Kamikaze 8.09.2 (in questo caso) pronta a rispondervi sul telnet dall’ IP 192.168.1.1

 





AR.Drone: un quadcopter per iPhone

5 09 2010

Da quando ha volato nei cieli del CCCamp nel 2007 di progetti di quad-copter se ne sono visti molti, ma non pensavo che questo gioiellino geek sarebbe diventato in così breve tempo un giocattolo da gamers incalliti.

Si chiama AR.Drone e per la fine di questo settembre sarà possibile acquistarlo in tutti i GameStop. Si tratta di un quad-copter pilotabile da iPhone/iPad e potrete accalappiarvelo per poco meno di 300 Euro.
Le specifiche tecniche sono di tutto rispetto: 4 motori brushless, struttura in fibra di carbonio, 2 telecamere (frontale e verticale) per lo streaming real time, controllo wifi, accelerometro e giroscopio. Insomma un vero must per gli amanti della tecnologia, magari 30/40enni stufi della solita partita a PES su PS3.

L’ulteriori chicca sta nel fatto, come suggerisce il nome stesso (AR sta infatti per Augmented Reality), scaricando software appositi sarà possibile, oltre a sfruttare la telecamera per controllare il quadcopter in volo libero, visualizzare dei veri e propri  percorsi di guerra, con laser e proiettili che popolano il cortile di casa. Si potrà inoltre  simulare una guerra virtuale tra altri quadcopter cimentandosi in duelli aerei all’ultimo sangue.

Se quindi, la prossima volta che portate il cane al parco per i canonici bisognini, vi vedete sfrecciare sulla testa un Unidentified Flying Object, non gridate subito all’UFO! Potrebbe essere il figlio del vostro vicino che si sta divertendo con il suo nuovo quad-copter.

Scaricando software di scenari, le immagini rilanciate sul nostro telefonino prendono le forme di percorsi di guerra, con mostri e proiettili che popolano il cortile di casa




Fonera e Asterisk: installazione

23 08 2010

Anche la piccola Fonera può diventare un centralino grazie ad Asterisk.

La ricetta è molto semplice: prendiamo una fonera, ci carichiamo facilmente openwrt (testato con Kamikaze 8.09.2) con ap51 (come indicato qui) e andiamo di opkg.

opkg update
root@OpenWrt:~# opkg list|grep asterisk

troveremo qualcosa del tipo

asterisk14 - 1.4.23.1-1.2 - Asterisk is a complete PBX in software. It  provides all of the features

Passiamo all’installazione vera e propria con

root@OpenWrt:~# opkg install asterisk14

Pazientare un bel pò…

E godersi il risultato:

root@OpenWrt:~# asterisk -vvvcgd

Da notare l’occupazione di spazio

PRIMA

root@OpenWrt:~# df -h
Filesystem                Size      Used Available Use% Mounted on
rootfs                    1.5M      1.5M         0 100% /
/dev/root                 1.5M      1.5M         0 100% /rom
tmpfs                     6.7M    760.0k      5.9M  11% /tmp
tmpfs                   512.0k         0    512.0k   0% /dev
/dev/mtdblock2            5.4M      1.2M      4.2M  22% /jffs
mini_fo:/jffs             1.5M      1.5M         0 100% /

DOPO

root@OpenWrt:~# df -h
Filesystem                Size      Used Available Use% Mounted on
rootfs                    1.5M      1.5M         0 100% /
/dev/root                 1.5M      1.5M         0 100% /rom
tmpfs                     6.7M    760.0k      5.9M  11% /tmp
tmpfs                   512.0k         0    512.0k   0% /dev
/dev/mtdblock2            5.4M      3.2M      2.2M  59% /jffs
mini_fo:/jffs             1.5M      1.5M         0 100% /

Niente male…





eGroupWare: installazione

31 05 2010

Prerequisiti

in questo articolo ci riferiremo ad una piattaforma Fedora Core 8 (su cui ho fatto i test) e su cui è già presente MySQL ed un server mail (nel mio caso sendmail+dovecot) già installato e funzionante.

eGroupWare funziona comunque su ogni altra distribuzione, ma richiede sempre l’esistenza di un mail server.

Iniziamo

Sul sito del progetto è disponibile tutto il materiale di cui abbiamo bisogno, ed anche una demo per verificare on-line da subito le potenzialità del prodotto, senza installare nulla.

Procuriamoci i file relativi all’ultima release stabile 1.6

eGroupware-1.6.003-2.tar.gz
eGroupware-egw-pear-1.6.003-2.tar.gz
eGroupware-mydms-1.6.003-2.tar.gz

copiamoli  e scompattiamoli nella home directory di apache sul nostro server mail, nel mio caso ho creato una cartella apposita egroupware (/var/www/html/egroupware)

Installiamo i pacchetti PHP

yum install php-pear php5-imap php5-ldap php-gd

Controlliamo che nel file /etc/php.ini siano impostati i seguenti valori

display_errors=Off
memory_limit = 32M
file_upload = On
mbstring.func_overload = 7

e puntiamo il browser su  http://127.0.0.1/egroupware/setup per iniziare la configurazione.

Qui troverete due login

  1. Setup/Config Admin Login
  2. Header Admin Login

1. Loggandosi a questo menu dovremo riuscire a rendere tutti i flags verdi. Solo in questo modo avremo una corretta configurazione, in particolare gli aspetti di primo interesse sono legati al Passaggio 2 – Configurazione. Qui troveremo i dettagli sul server mail, che sarà necessario configurare adeguatamente e sempre in questo menu dovrete sceglierete l’autenticazione tra mail e LDAP (io ho testato la prima) con cui accedere all’interfaccia web del sistema.

egroupware setup

2. Qui invece troverete una sezione dedicata agli header dove sono presenti configurazioni (solitamente quelle di dafault vanno bene) sulla root del sito, sul DB e sulle password di accesso.

egroupware header

Superata questa fase, per altro abbastanza intuitiva, potrete accedere all’interfaccia del vostro groupware.

Riferimenti

http://wiki.contribs.org/Egroupware
http://blogs.techrepublic.com.com/opensource/?p=944