Buon Compleanno Pinguino!

8 04 2011

Un evoluzione che dura 20 anni. Dalla prima mail di Linus Torvalds, a Stallman, fino agli investimenti di IBM. Con una simpatica animazione (un pò in stile Google) riviviamo i 20 anni Linux, un’idea più che un S.O. che oggi si trova un pò da per tutto, dai cellulari, fino ai televisori.

Fate un salto sul sito della linux foundation per dare uno sguardo a come si festeggierà il primo ventennale di quel Hello everybody out there da cui tutto ha preso inizio.


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Una DeLorean Elettrica!? Grande Giove!!

4 10 2010

Ritorno al Futuro

Al decorrere dei 25 anni dall’uscita di una delle pellicole più rivoluzionare ed originali della storia del cinema, qui in Italia ne hanno combinato una bella!

Il 25 ottobre, lo stesso giorno in cui 25 anni fa Doc e Marty iniziarono le loro avventure a spasso nel tempo, una DeLorean DMC -12 inizierà la sua traversata da Milano a Roma.

Ma la particolarità è che il bolide anni 80 sarà in realtà un auto elettrica.

Con l’avvio del progetto E-Mobility, la rete di energy point tanto attesa da ENEL, un team di esperti reclutati direttamente da Wired Italia (in sostanza 2 pazzi/nerd/geniacci) hanno deciso di lanciarsi in questa avventura geek.

Qui tutti i dettagli di questo pazzo/geniale esperimento

P.S.: Doc ma che diavolo è un gigowatt!?!?!?!?





AR.Drone: un quadcopter per iPhone

5 09 2010

Da quando ha volato nei cieli del CCCamp nel 2007 di progetti di quad-copter se ne sono visti molti, ma non pensavo che questo gioiellino geek sarebbe diventato in così breve tempo un giocattolo da gamers incalliti.

Si chiama AR.Drone e per la fine di questo settembre sarà possibile acquistarlo in tutti i GameStop. Si tratta di un quad-copter pilotabile da iPhone/iPad e potrete accalappiarvelo per poco meno di 300 Euro.
Le specifiche tecniche sono di tutto rispetto: 4 motori brushless, struttura in fibra di carbonio, 2 telecamere (frontale e verticale) per lo streaming real time, controllo wifi, accelerometro e giroscopio. Insomma un vero must per gli amanti della tecnologia, magari 30/40enni stufi della solita partita a PES su PS3.

L’ulteriori chicca sta nel fatto, come suggerisce il nome stesso (AR sta infatti per Augmented Reality), scaricando software appositi sarà possibile, oltre a sfruttare la telecamera per controllare il quadcopter in volo libero, visualizzare dei veri e propri  percorsi di guerra, con laser e proiettili che popolano il cortile di casa. Si potrà inoltre  simulare una guerra virtuale tra altri quadcopter cimentandosi in duelli aerei all’ultimo sangue.

Se quindi, la prossima volta che portate il cane al parco per i canonici bisognini, vi vedete sfrecciare sulla testa un Unidentified Flying Object, non gridate subito all’UFO! Potrebbe essere il figlio del vostro vicino che si sta divertendo con il suo nuovo quad-copter.

Scaricando software di scenari, le immagini rilanciate sul nostro telefonino prendono le forme di percorsi di guerra, con mostri e proiettili che popolano il cortile di casa




Gmail Priority Inbox

5 09 2010

Stamattina come al solito vado a controllare la mail e cosa ti trovo che il buo zio G mi ha preparato?
una bella posta prioritaria!!

Seguendo il trend abituale i capoccioni di Google hanno preparato anche un semplice e diretto filmatino esplicativo che rende chiaro tutto il servizio offerto con poche e semplici parole.
L’idea è semplice: aiutare l’utente a leggere prima i messaggi veramente interessanti, portare in secondo piano i restanti ed eventualmente, contrassegnare come “speciali” quelli particolarmente degni di nota.
Il tutto coadiuvato dal potente motore antispam che già fa bene il suo dovere nella gmail tradizionale.

Ovviamente BigG sottolinea che il servizio è ancora in Beta, (anche se con giusto 2 click è possibile aggungere questa feature alla propria casella mail) quindi se il filtro commette un errore può intervenire l’utente in maniera manuale a metterci una pezza.
La cosa grande è che questo filtro, come l’antispam, impara col tempo quindi più viene usato e più è affidabile.

Che dire, lo provo!





eGroupWare: installazione

31 05 2010

Prerequisiti

in questo articolo ci riferiremo ad una piattaforma Fedora Core 8 (su cui ho fatto i test) e su cui è già presente MySQL ed un server mail (nel mio caso sendmail+dovecot) già installato e funzionante.

eGroupWare funziona comunque su ogni altra distribuzione, ma richiede sempre l’esistenza di un mail server.

Iniziamo

Sul sito del progetto è disponibile tutto il materiale di cui abbiamo bisogno, ed anche una demo per verificare on-line da subito le potenzialità del prodotto, senza installare nulla.

Procuriamoci i file relativi all’ultima release stabile 1.6

eGroupware-1.6.003-2.tar.gz
eGroupware-egw-pear-1.6.003-2.tar.gz
eGroupware-mydms-1.6.003-2.tar.gz

copiamoli  e scompattiamoli nella home directory di apache sul nostro server mail, nel mio caso ho creato una cartella apposita egroupware (/var/www/html/egroupware)

Installiamo i pacchetti PHP

yum install php-pear php5-imap php5-ldap php-gd

Controlliamo che nel file /etc/php.ini siano impostati i seguenti valori

display_errors=Off
memory_limit = 32M
file_upload = On
mbstring.func_overload = 7

e puntiamo il browser su  http://127.0.0.1/egroupware/setup per iniziare la configurazione.

Qui troverete due login

  1. Setup/Config Admin Login
  2. Header Admin Login

1. Loggandosi a questo menu dovremo riuscire a rendere tutti i flags verdi. Solo in questo modo avremo una corretta configurazione, in particolare gli aspetti di primo interesse sono legati al Passaggio 2 – Configurazione. Qui troveremo i dettagli sul server mail, che sarà necessario configurare adeguatamente e sempre in questo menu dovrete sceglierete l’autenticazione tra mail e LDAP (io ho testato la prima) con cui accedere all’interfaccia web del sistema.

egroupware setup

2. Qui invece troverete una sezione dedicata agli header dove sono presenti configurazioni (solitamente quelle di dafault vanno bene) sulla root del sito, sul DB e sulle password di accesso.

egroupware header

Superata questa fase, per altro abbastanza intuitiva, potrete accedere all’interfaccia del vostro groupware.

Riferimenti

http://wiki.contribs.org/Egroupware
http://blogs.techrepublic.com.com/opensource/?p=944




eGroupWare: di cosa si tratta

14 04 2010

eGroupWare è un software open source per il lavoro collaborativo (groupware appunto) realizzato per sposare le necessità aziendali, dalle PMI alle realtà enterprise.

Nessun uomo è un isola…

Qualcuno si affannava, già tempo addietro, a sostenere che l’uomo è una componente integrante dell’umanità, una parte di un tutto. Questo concetto assume oggi, nell’era della comunicazione e del Web 2.0 un significato tuttaltro che meramente filosofico. Se pensiamo che oggi i mezzi di comunicazione alla portata dell’utente comune tendono sempre più  all’interazione, alla collaborazione ed al allways on è chiaro come, in un ambiente come quello lavorativo, queste esigenze diventano spesso delle reali necessità.

Se proprio la nostra vita è lavoro e se per farlo, come quasi sempre accade, abbiamo bisogno di interagire con colleghi, clienti, fornitori, e quante altre entità ruotino intorno a questo microcosmo che ci occupa le giornate, allora tanto vale farlo in modo più dinamico e sopratutto al passo con i tempi.

Abbandoniamo quindi l’idea di tutte le scartoffie che girano in un ufficio… anzi immaginiamo di raccoglierle tutte.

La fedele agenda, il calendario su cui annotare gli appuntamenti, i block notes pieni di progetti e planning aziendali, i post-it, i messaggini lasciati sulle scrivanie dei colleghi assenti, la posta, i documenti da consegnare/ricevere/far firmare dal capo/collega/cliente in papuasia…

Bene prendiamo tutta sta roba e pensiamo di renderla digitale, comune, accessibile da chi vogliamo noi e da nessun altro, modificabile, ricercabile facilmente ed integrata con i sistemi digitali che comunemente usiamo (internet e posta elettronica). Il tutto accessibile da qualunque parte del mondo, senza bisogno di imprecare, come quella volta che abbiamo scordato l’agenda in ufficio e ci sono volute 2 ore per recupere quel numero di telefono…

Qui basta una connessione ad internet… e se non avete neanche quella, beh meglio rimanere a casa, anzi in caverna!

Un pò di tecnicismi

Finito di dare sfogo alle mie velleità da scrittore e terminata la fuffa veniamo a cose un pò più tecniche

eGroupWare (da ora in avanti egw)  è un’applicazione estremamente flessibile ed oggi anche completa e matura. Può essere vista come un framework, una piattaforma CRM,  un modo per stare a contatto con il gruppo di lavoro, indipendentemente da dove ci si trova e con quale strumento ci si accede. Infatti egw è  platform-independent e  permette l’interazione con diversi groupware clients, quali  Kontact, Novell Evolution, o Microsoft Outlook e può essere usato tramite terminali mobili o PDA.

L’unico requisito è quello di fare uso di una piattaforma X-AMP. Nel nostro caso, ovviamente parleremo di LAMP.

Egw si compone di diversi elementi/applicazioni, fra cui:

  • Calendario
  • Gestore di contatti
  • Client di posta
  • File manager
  • Site manager
  • Applicazioni per il  project manager
  • Wiki
  • Sistema di condivisione della conoscenza (molto in voga nelle P.A.)

In questa serie di articoli (spero di farcela) vedremo alcune di queste funzionalità, partendo dall’installazione del sistema su un server Linux





Il Paradosso di Python

29 09 2009

Era già da un pò che provavo a fare esperienza di programmazione in Python. Quel poco che ho fatto/studiato/letto mi ha fatto capire quanto questo linguaggio sia (o almeno possa sembrare) semplice, ma allo stesso tempo potente e versatile.

Così gira che ti rigira per la rete, mi imbatto in una cosa veramente sfiziosa, di cui vi riporto uno stralcio.

[…] Con questo non voglio dire che i programmatori Java sono stupidi. Voglio dire che i programmatori Python sono furbi. Per imparare un nuovo linguaggio di programmazione ci vuole un sacco di lavoro, e le persone non imparano Python perchè questo permetterà loro di avere un lavoro, ma perchè amano genuinamente programmare e non sono soddisfatte con i linguaggi che già conoscono.

Ciò le rende esattamente il tipo di programmatori che le aziende dovrebbero desiderare di assumere. Da ciò scaturisce quello che per mancanza di un altro nome chiamerò il paradosso di Python: se un’azienda sceglie di scrivere software in un linguaggio relativamente esoterico, sarà in grado di assumere programmatori migliori, perchè attirerà solo quelli che si sono interessati abbastanza da imparare tale linguaggio. Per i programmatori il paradosso è ancora più pronunciato: il linguaggio da imparare, per ottenere un buon lavoro, è un linguaggio che la gente non impara soltanto per ottenere un lavoro.”


Direi che già questo basta a stuzzicare la voglia di mettersi a programmare …no?!

Per il resto andate qui